FELICE PLACENTI
FOTOGRAFO PROFESSIONISTA di PAESAGGI e NATURA
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Una foto a settimana - 10

Nel Bosco della Contessa, sui Monti Iblei, c'è uno stagno. E' uno stagno artificiale che, con il passare dei decenni, si sta lentamente naturalizzando.
Negli ultimi anni il suo livello è rimasto spesso molto basso a causa della scarsità di piogge. Tuttavia, alcuni anni fa l'ho trovato così ricco d'acqua da aver aumentato considerevolmente la sua estensione.
In quella occasione mi sono divertito a fotografare dettagli dei riflessi, al tramonto. Ne è nata una sequenza di immagini dalle quali ho selezionato quella che vi presento oggi per la rubrica...
Felice Placenti | 13/6/2026

Una foto a settimana - 9

Solitamente, quando pensiamo al mosso immaginiamo subito un errore in fase di ripresa: qualcosa che va storto, la fotocamera che vibra o la testa del treppiede che cede perché non l'abbiamo serrata con forza. In effetti, il più delle volte succede proprio così.
Tuttavia, ci sono casi in cui a volere il mosso siamo proprio noi, con la nostra vena creativa. Addirittura esistono fotografi che sono diventati famosi con le loro foto di mossi intenzionali, o fotografi famosi conosciuti anche per i loro mossi intenzionali.
Quella del mosso creativo non è una tecnica nuova. Avete presente il panning? Bene, il panning è un esempio di mosso creativo.
Le principali tecniche di mosso creativo sono due:
il panning, in cui il soggetto è in movimentorispetto alla fotocamera
l'Intencional Camera Movement (ICM), in cui il soggetto è fermo e la fotocamera viene mossa
Felice Placenti | 30/5/2026

Prepararsi all'autunno, già d'estate

L’autunno non arriva mai all’improvviso.
Si annuncia in silenzio, molto prima che nella natura avvengano le trasformazioni tipiche di questa stagione e che le foglie cambino colore.
Nei boschi, la stagione più poetica dell’anno inizia a prendere forma già in estate, quando la luce si abbassa impercettibilmente, l’aria si fa più umida al mattino e il verde comincia a perdere la sua sicurezza estiva per trasformarsi in qualcosa di più fragile, più vibrante. Già in estate le foglie di alcune essenze iniziano timidamente a cambiare il loro colore. Per un fotografo, questo è il momento perfetto per prepararsi.
L’estate è la stagione che ci traghetta verso l’autunno. Molti pensano all’autunno solo quando arriva, ma l’estate offre vantaggi unici. È proprio in questa stagione che possono nascere i migliori progetti fotografici...
Felice Placenti | 30/5/2026

Fotografare l'anima delle foreste in autunno

Ci sono luoghi che non si lasciano fotografare facilmente.
Luoghi che non si rivelano al primo sguardo, che non ti concedono scorci immediati, che non ti offrono linee nette, orizzonti rassicuranti.
Il bosco è uno di questi luoghi.
Quando entri in un bosco con la macchina fotografica accetti implicitamente una sfida: rinunciare al controllo e imparare a leggere un ordine nascosto, fatto di ritmi, silenzi, pieni e vuoti, luce che filtra e ombre che nascondono.
Quella del bosco è un’esperienza che cambia il modo di fotografare e, spesso, anche il modo di guardare il mondo.
Il bosco è caos solo in apparenza. In realtà è un'architettura che vive.
Come scrivevo, a prima vista un bosco può apparire disordinato: tronchi che si incrociano, rami che si sovrappongono, foglie che coprono il terreno come un tappeto infinito, rovi, cespugli, rocce, ecc. ecc.
Felice Placenti | 23/5/2026

Una foto a settimana - 8

Inizio con una constatazione alquanto banale: a occhio nudo tutto sembra semplice. Una foglia, un fiore, la corteccia di un cipresso, un mare di fili d'erba, che cosa mai potrebbero nascondere?
Facendo macrofotografia ho scoperto che è sufficiente avvicinare l’obiettivo perché il mondo cambi scala. Attraverso il mirino della fotocamera le superfici diventano paesaggi, le trame si trasformano in architetture, i colori rivelano sfumature che non immaginiamo. La macrofotografia non ingrandisce: ci permette di attraversare una soglia e scoprire un intero universo che vive accanto a noi, invisibile alla nostra vista limitata. Non ci credete? Provate, allora, a immergervi in un prato primaverile con tutta l'attrezzatura.
Durante un servizio fotografico per un'azienda del Nord Europa, dedicato alle piante officinali e aromatiche del territorio Ibleo, mi sono ritrovato letteralmente immerso fino alla testa in un prato di soffice Lagurus ovatus (Coda di Lepre).
Tra le innumerevoli cose che ho visto, c'era anche un insetto che si arrampicava su un filo d'erba, speranzoso di trovare in cima l'agognato fiore.
Giunto alla fine della salita, ha capito di aver percorso il filo d'erba sbagliato.
Felice Placenti | 16/5/2026

Una foto a settimana - 7

Non si finisce mai di viaggiare, perché se ci pensiamo... la vita stessa è un viaggio!
E poi ci sono i viaggi apparentemente "di poco conto". Quelli, si può dire, dietro l'angolo.
La Sicilia si può considerare per davvero un continente: c'è quasi tutto. Prova a metterti in macchina e a percorrere le strade meno trafficate. Tieniti lontano dalle autostrade e dalle strade a scorrimento veloce. Ascolta della buona musica e goditi i paesaggi che ti passano accanto con la lentezza di chi sa godersi la vita.
In questo modo puoi attraversare pianure, colline, boschi, valli, paeselli e borghi abbandonati. Ogni tanto puoi vedere spuntare il mare, vicino o lontano: sarà il Tirreno, lo Ionio o il Mar d'Africa?
Poi un abbeveratoio, una fontanella, un'edicola votiva, ciò che resta di una miniera abbandonata e il ricordo dei carusi.
Ti ritrovi a passare dentro una galleria d'alberi, svolti l'angolo ed ecco un paese arroccato a un cocuzzolo: pare che sia aggrappato con tutte le sue forze per non scivolare giù!
E ancora miniere e borghi, pianure e monti. Poi un'altra svolta e... una valle che è un giardino incantato. Lì, oltre le montagne lontane, brumose, quasi nascosta alla vista per chi non crede negli incantesimi.
Felice Placenti | 9/5/2026

Prepariamoci al Pollino

In entrambe le giornate percorreremo il sentiero che dal Santuario della Madonna del Pollino sale sino alla Serra di Crispo.
Sulle carte dei sentieri del Parco è indicato col n. 931 (Rifugio Pino Loricato - Serra di Crispo). Ecco alcune caratteristiche:
Difficoltà: Escursionistico (grado di difficoltà medio)
Partenza: 1548 m slm (Rifugio Pino Loricato, nei pressi del Santuario)
Arrivo: 2053 m slm (Serra di Crispo)
Lunghezza: 6 km
Acqua lungo il percorso: Fontana di Jannace, Fontana Pitt'Accurc' (dovrebbero essere potabili)
Dalla Serra di Crispo si può passare alla Serretta della Porticella attraverso la Porticella del Pollino. Questo tratto panoramico è indicato spesso come Giardino degli Dei.
Felice Placenti | 9/5/2026

Due giorni sul Pollino

Non una semplice escursione ma una full immersion tra boschi, sentieri, natura e silenzi. Questa è l'atmosfera che ci attende in questi due giorni in compagnia di Felice Placenti che ci accompagnerà in una sorta di spazio senza tempo, assaporando la frenesia lenta della natura. Perchè fare una fotografia non significa mai schiacciare un bottone ma pensare a una immagine e far sì che lo strumento fotografico lo rappresenti così come lo pensiamo. Ecco quindi che la fotografia diventa un'esperienza e non una mera attività materiale, diventa emozione, diventa ricordo, traduce un momento specifico in preziosa testimonianza evocativa.
Le due giornate saranno focalizzate prevalentemente sulla fotografia ai paesaggi e alla macro ma ovviamente il luogo può regalare molteplici occasioni fotografiche di diversa natura.
Felice Placenti | 30/4/2026

Una breve pausa

Piccola comunicazione di servizio: per qualche giorno il Blog va in “modalità manutenzione”.
Devo sottopormi a un intervento chirurgico di routine (prometto: niente di epico, solo un pit stop necessario), quindi mi prendo una pausa di un paio di settimane.
Torno presto, più in forma e con nuovi contenuti.
Grazie della pazienza!
Felice Placenti | 25/4/2026

Una foto a settimana - 6

Ci sono emozioni che non si possono vivere stando comodi, nel calduccio del proprio letto, all'alba.
Ci sono foto che non si possono fare se non si è nel posto giusto e nel momento giusto.
Sono di Siracusa, ma faccio molte escursioni sull'Etna. Solitamente vado lì per fotografare i boschi. Ci sono i boschi di pino laricio e le faggete. Ci sono i querceti, i betulleti e i boschi misti, dove, in autunno, la convivenza tra essenze caducifoglie ed essenze sempreverdi dà luogo a bellissimi contrasti cromatici.
Cerco sempre di essere sul posto prima dell'alba, molto prima. Quindi, parto da Siracusa in piena notte, arrivo sul posto prima dell'alba, faccio colazione preparandomi un buon caffè caldo e amaro con la moka, mi copro bene, indosso lo zaino, afferro il treppiede, mi guardo intorno respirando profondamente l'aria fredda e frizzante della notte che sta per finire, e inizio l'escursione.
Felice Placenti | 18/4/2026

Consigli

La settimana scorsa ho sfruttato questo Blog per uno sfogo personale (se volete, potete trovarlo nell'articolo "Resilienza? No, grazie!").
L'argomento meriterebbe, per la verità, un corposo approfondimento. Avrei tanto da dire su come la Fotografia venga sempre più violentata (anche da chi la insegna)!
Le fotografie che possiamo vedere sui social sono affette da una miriade di "errori". Solitamente non si tratta di errori nella scelta dei parametri di esposizione, poiché sbagliare sull'esposizione è oggi praticamente impossibile, grazie alle diverse modalità esposimetriche, all'istogramma e, se proprio si è negati, alla possibilità di visionare l'immagine durante lo scatto (e/o dopo averla scattata) e rifarla se insoddisfacente, laddove sia possibile.
Ecco dove risiede la vera questione, a mio modesto parere:
Felice Placenti | 18/4/2026

Una foto a settimana - 5

Siamo sinceri: quante volte osservando un prato fiorito non abbiamo avuto voglia di immergerci in esso?
Non so voi, ma io vengo preso da un desiderio irrefrenabile e, se posso, mi ci butto dentro. Uno degli effetti della primavera è anche questo.
Però ci sono alcuni prati che rimangono bassi, al più poche decine di centimetri. In questo caso è difficile immergersi tra i fiori, semmai ci si potrebbe sdraiare sopra, ma col rischio di sciuparli e distruggerli!
Tempo addietro mi trovavo nella campagna iblea, nel terreno di un amico erborista, Alfredo Uccello. Lavoravo su un servizio fotografico per un'azienda tedesca, sua cliente (io e Alfredo siamo diventati amici proprio grazie a quell'incarico). Oggetto dell'incarico era la fotografia dei paesaggi Iblei e di alcune delle piante officinali che crescono nella zona. Nell'azienda di Alfredo (L'Essenza degli Iblei...
Felice Placenti | 11/4/2026

Resilienza? No, grazie!

La Fotografia sta morendo! È in agonia!
E volete sapere chi sono i boia con l'ascia in mano? Forse non ci crederete, ma sono proprio i fotografi.
Il motivo è molto semplice: la stragrande maggioranza dei fotografi oggi in circolazione produce spazzatura (perdonatemi la crudezza): troppi effetti speciali, troppi filtri di Photoshop, troppa Intelligenza Artificiale (e siamo solo all’inizio), troppo narcisismo…
Questa marea di spazzatura digitale viene sfruttata dai Social per sperimentare strategie commerciali e nuove mode, aggiornare gli algoritmi, manipolare le masse, produrre ancora più spazzatura digitale.
Risultato?
Le fotografie vere, genuine, capaci di...
Felice Placenti | 11/4/2026

Una foto a settimana - 4

In inverno, in montagna, spesso l'acqua può gelare a causa delle basse temperature. Anche sui Monti Iblei, estremo sud d'Italia, non è raro imbattersi nel ghiaccio. Accade soprattutto di notte e all'alba, ma di tanto in tanto le pozze d'acqua possono rimanere gelate anche per tutta la giornata.
Un fotografo naturalista spesso sfrutta le prime ore della giornata (o le ultime) che, solitamente, in montagna sono anche quelle più fredde. Nelle zone più alte dei Monti Iblei, che sfiorano i mille metri di altitudine, caratterizzate dalla presenza di numerosi boschi di conifere e splendide vallate, si raggiungono le temperature più basse della zona. Così l'acqua di pozzanghere, stagni e piccole raccolte nelle cavità di rocce, può congelare.
Congelando, l'acqua può intrappolare foglie, piccoli animaletti e bolle d'aria.
Felice Placenti | 4/4/2026

Sui miei profili social

Voglio essere sincero: ho numerosi profili social!
Anche se dicevo che non avrei mai e poi mai usato Facebook, alla fine lo feci, nel lontano 2011. Mi serviva per condividere i link del nuovo sito web "Stelledegliiblei", oggi ormai chiuso! Funzionò alla grande.
Oggi questo social è alquanto inutile per un fotografo (in realtà penso sia inutile e dannoso quasi per tutti). Gli algoritmi si evolvono (involvono) continuamente e, se nei primi anni era una piazza su cui si poteva discutere di fotografia per conseguire un arricchimento di conoscenze, una vera crescita, oggi serve solo come valvola di sfogo per l'ego smisurato di troppa gente e di troppi fotografi (o pseudo tali). Per favore, andateci piano con i filtri di Photoshop...
Felice Placenti | 4/4/2026

Una foto a settimana - 3

Per la rubrica Una foto a settimana, questa volta voglio proporre una fotografia molto particolare.
Non si tratta di una fotografia naturalistica in senso stretto. Il soggetto ripreso non è naturale, tuttavia l'immagine è una rappresentazione fotografica di fenomeni naturali.
Ma procediamo con ordine. Ecco l'immagine, sembra un dipinto astratto.
La fotografia è stata realizzata operando con il microscopio stereoscopico, all'ingrandimento minimo disponibile (7.5 X in visuale), cui corrisponde un rapporto di riproduzione di quasi 2:1 e un campo inquadrato di quasi 20 mm sul sensore full frame.
Felice Placenti | 28/3/2026

L'abbigliamento adeguato

Partiamo da un presupposto: le mie fotografie devono piacere a me prima ancora che agli altri.
Faccio poche fotografie, nel senso che non scatto a tutto ciò che mi capita sott'occhio, ma quelle poche foto che faccio devono condensare ed esprimere tutto il senso e il gusto dell'esperienza vissuta sul campo per realizzarle.
Ancora oggi, quando rivedo le mie migliori foto, anche quelle più vecchie, riesco a provare le stesse emozioni vissute allora.
Il fatto è che al centro delle mie fotografie ci sono io. Devo esserci io. Ogni foto che faccio contiene inevitabilmente una parte di me stesso: le mie emozioni, i miei stati d'animo, le sensazioni, le paure, le gioie, il senso di meraviglia e stupore, la fatica, gli errori, i successi...
E la Fotografia Naturalistica, soprattutto la Paesaggistica, fonda gran parte della propria essenza sulle emozioni...
Felice Placenti | 28/3/2026

Una foto a settimana - 2

Eccoci al secondo appuntamento di questa nuova rubrica.
Oggi vi parlo di una fotografia a cui sono particolarmente legato. Il soggetto è il paesaggio rurale del Lago di Ogliastro, nei pressi di Raddusa. Ho scattato questa fotografia ai primi di Maggio del 2024.
Per il mese di Giugno avevo in programma un workshop sulla fotografia di paesaggi rurali; l'escursione in quelle zone faceva parte dei sopralluoghi che stavo svolgendo in preparazione del workshop.
In realtà era mia abitudine (prima di star male) dedicare, ogni anno, uno o due giorni primaverili al "vagabondaggio" fotografico nelle zone più remote della Sicilia. E non dovete pensare che si tratti di un'esperienza banale. Provate a percorrere...
Felice Placenti | 21/3/2026

Il paesaggio Ibleo come luogo dell'anima, attraverso gli occhi di un fotografo

Quando mi è stato proposto di tenere una conferenza per questo importante evento mi sono chiesto per un po' quale potesse essere il tema da trattare. Sapevo che si sarebbe trattato di fotografia e spesso ho tenuto conferenze riguardanti la fotografia di alberi e boschi. Per questa occasione avevo deciso, invece, che avrei parlato di qualcosa di diverso.
Devo confessare che da un po' di tempo mi frullava per la testa l'idea di affrontare un tema a me molto caro: quello del paesaggio inteso come "luogo dell'anima". Forse perché sin da ragazzino mi ispira l'approccio evocativo dei maestri della fotografia di paesaggio e la descrizione dei paesaggi nostrani lasciataci dai letterati che hanno decantato la nostra terra.
Ed è un argomento la cui trattazione oggi, sommersi da milioni di immagini...
Felice Placenti | 21/3/2026

Una foto a settimana - 1

Inauguro questa piccola rubrica settimanale non con una ma con due fotografie che fanno parte della stessa serie: Microfossili.
I microfossili sono fossili molto piccoli, quasi microscopici, che si possono rinvenire nelle rocce sedimentarie e nei depositi di sabbie e argille delle ere geologiche passate. In particolare, questi microfossili sono stati rinvenuti in un carotaggio fatto nei dintorni di Siracusa ad una profondità di circa 50 metri, nelle argille del Pleistocene.
Ovviamente i microfossili non si trovano già puliti...
Felice Placenti | 14/3/2026

Dalla microscopia alla fotomicrografia

"Magico strumento davvero, il microscopio! Esso ha rivelato all'uomo un intero mondo, che esiste sotto i nostri occhi, ma non colpisce il nostro sguardo; ha svelato agli studiosi i minimi dettagli della struttura dei viventi e molti intimi segreti del meccanismo della vita".
Così si esprimeva la dott.ssa Paola Manfredi nelle pagine del suo "Microscopia per il naturalista dilettante" (Hoepli), un classico per gli appassionati di microscopia.
Frequentavo ancora le scuole medie quando lo vidi esposto nella vetrina di un negozio Salmoiraghi.
Salmoiraghi ancora oggi ha a Siracusa ben due negozi, uno situato nella parte alta della città, in viale Zecchino, l'altro nel centro storico, a Ortigia...
Felice Placenti | 14/3/2026

Cicloni, comfort e competizione

Che cosa vedete in questa fotografia?
Nel gennaio di quest'anno il ciclone Harry ha ucciso molti alberi. In poche decine di metri quadri ho contato ben quattro alberi abbattuti e un albero spezzato. Si tratta di pini e cipressi. Siamo nel Bosco Contessa, sui Monti Iblei, a febbraio.
Anche la mattina in cui ho scattato questa fotografia c’era un gran vento. Non è sicuro camminare nel bosco quando c’è molto vento! È strano vedere le chiome ondeggiare così forte. Il bosco è agitato, inquieto! Ma ho pensato di percorrere i sentieri più sicuri...
Felice Placenti | 7/3/2026

Che cos'è la felicità?

Che cos’è la felicità?
In questi ultimi tempi penso sempre più che la felicità stia nelle piccole cose di tutti i giorni: nella tazzina di caffè del mattino, nel tepore di un raggio di sole preso alla finestra, nelle nuvole che si rincorrono nel cielo, nel pensare alle persone che ami.
Ma c’è dell’altro. Per me la felicità sta anche nel partire di notte per essere nel bosco prima dell’alba, nel camminare sotto la pioggia, nel vedere gli alberi bagnati, nella nebbia.
Da quando ho ripreso l’attività fotografica sto apprezzando sempre più la fotografia “lenta” (non che prima scattassi a tutto come se non ci fosse un domani)...
Felice Placenti | 28/2/2026
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