FELICE PLACENTI
FOTOGRAFO PROFESSIONISTA di PAESAGGI e NATURA
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Una foto a settimana - 9

Solitamente, quando pensiamo al mosso immaginiamo subito un errore in fase di ripresa: qualcosa che va storto, la fotocamera che vibra o la testa del treppiede che cede perché non l'abbiamo serrata con forza. In effetti, il più delle volte succede proprio così.
Tuttavia, ci sono casi in cui a volere il mosso siamo proprio noi, con la nostra vena creativa. Addirittura esistono fotografi che sono diventati famosi con le loro foto di mossi intenzionali, o fotografi famosi conosciuti anche per i loro mossi intenzionali.
Quella del mosso creativo non è una tecnica nuova. Avete presente il panning? Bene, il panning è un esempio di mosso creativo.
Le principali tecniche di mosso creativo sono due:
il panning, in cui il soggetto è in movimentorispetto alla fotocamera
l'Intencional Camera Movement (ICM), in cui il soggetto è fermo e la fotocamera viene mossa
Felice Placenti | 30/5/2026

Prepararsi all'autunno, già d'estate

L’autunno non arriva mai all’improvviso.
Si annuncia in silenzio, molto prima che nella natura avvengano le trasformazioni tipiche di questa stagione e che le foglie cambino colore.
Nei boschi, la stagione più poetica dell’anno inizia a prendere forma già in estate, quando la luce si abbassa impercettibilmente, l’aria si fa più umida al mattino e il verde comincia a perdere la sua sicurezza estiva per trasformarsi in qualcosa di più fragile, più vibrante. Già in estate le foglie di alcune essenze iniziano timidamente a cambiare il loro colore. Per un fotografo, questo è il momento perfetto per prepararsi.
L’estate è la stagione che ci traghetta verso l’autunno. Molti pensano all’autunno solo quando arriva, ma l’estate offre vantaggi unici. È proprio in questa stagione che possono nascere i migliori progetti fotografici...
Felice Placenti | 30/5/2026

Fotografare l'anima delle foreste in autunno

Ci sono luoghi che non si lasciano fotografare facilmente.
Luoghi che non si rivelano al primo sguardo, che non ti concedono scorci immediati, che non ti offrono linee nette, orizzonti rassicuranti.
Il bosco è uno di questi luoghi.
Quando entri in un bosco con la macchina fotografica accetti implicitamente una sfida: rinunciare al controllo e imparare a leggere un ordine nascosto, fatto di ritmi, silenzi, pieni e vuoti, luce che filtra e ombre che nascondono.
Quella del bosco è un’esperienza che cambia il modo di fotografare e, spesso, anche il modo di guardare il mondo.
Il bosco è caos solo in apparenza. In realtà è un'architettura che vive.
Come scrivevo, a prima vista un bosco può apparire disordinato: tronchi che si incrociano, rami che si sovrappongono, foglie che coprono il terreno come un tappeto infinito, rovi, cespugli, rocce, ecc. ecc.
Felice Placenti | 23/5/2026

Una foto a settimana - 8

Inizio con una constatazione alquanto banale: a occhio nudo tutto sembra semplice. Una foglia, un fiore, la corteccia di un cipresso, un mare di fili d'erba, che cosa mai potrebbero nascondere?
Facendo macrofotografia ho scoperto che è sufficiente avvicinare l’obiettivo perché il mondo cambi scala. Attraverso il mirino della fotocamera le superfici diventano paesaggi, le trame si trasformano in architetture, i colori rivelano sfumature che non immaginiamo. La macrofotografia non ingrandisce: ci permette di attraversare una soglia e scoprire un intero universo che vive accanto a noi, invisibile alla nostra vista limitata. Non ci credete? Provate, allora, a immergervi in un prato primaverile con tutta l'attrezzatura.
Durante un servizio fotografico per un'azienda del Nord Europa, dedicato alle piante officinali e aromatiche del territorio Ibleo, mi sono ritrovato letteralmente immerso fino alla testa in un prato di soffice Lagurus ovatus (Coda di Lepre).
Tra le innumerevoli cose che ho visto, c'era anche un insetto che si arrampicava su un filo d'erba, speranzoso di trovare in cima l'agognato fiore.
Giunto alla fine della salita, ha capito di aver percorso il filo d'erba sbagliato.
Felice Placenti | 16/5/2026

Una foto a settimana - 7

Non si finisce mai di viaggiare, perché se ci pensiamo... la vita stessa è un viaggio!
E poi ci sono i viaggi apparentemente "di poco conto". Quelli, si può dire, dietro l'angolo.
La Sicilia si può considerare per davvero un continente: c'è quasi tutto. Prova a metterti in macchina e a percorrere le strade meno trafficate. Tieniti lontano dalle autostrade e dalle strade a scorrimento veloce. Ascolta della buona musica e goditi i paesaggi che ti passano accanto con la lentezza di chi sa godersi la vita.
In questo modo puoi attraversare pianure, colline, boschi, valli, paeselli e borghi abbandonati. Ogni tanto puoi vedere spuntare il mare, vicino o lontano: sarà il Tirreno, lo Ionio o il Mar d'Africa?
Poi un abbeveratoio, una fontanella, un'edicola votiva, ciò che resta di una miniera abbandonata e il ricordo dei carusi.
Ti ritrovi a passare dentro una galleria d'alberi, svolti l'angolo ed ecco un paese arroccato a un cocuzzolo: pare che sia aggrappato con tutte le sue forze per non scivolare giù!
E ancora miniere e borghi, pianure e monti. Poi un'altra svolta e... una valle che è un giardino incantato. Lì, oltre le montagne lontane, brumose, quasi nascosta alla vista per chi non crede negli incantesimi.
Felice Placenti | 9/5/2026

Prepariamoci al Pollino

In entrambe le giornate percorreremo il sentiero che dal Santuario della Madonna del Pollino sale sino alla Serra di Crispo.
Sulle carte dei sentieri del Parco è indicato col n. 931 (Rifugio Pino Loricato - Serra di Crispo). Ecco alcune caratteristiche:
Difficoltà: Escursionistico (grado di difficoltà medio)
Partenza: 1548 m slm (Rifugio Pino Loricato, nei pressi del Santuario)
Arrivo: 2053 m slm (Serra di Crispo)
Lunghezza: 6 km
Acqua lungo il percorso: Fontana di Jannace, Fontana Pitt'Accurc' (dovrebbero essere potabili)
Dalla Serra di Crispo si può passare alla Serretta della Porticella attraverso la Porticella del Pollino. Questo tratto panoramico è indicato spesso come Giardino degli Dei.
Felice Placenti | 9/5/2026
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