Una foto a settimana - 5
Pubblicato da Felice Placenti in Macrofotografia · 11 Aprile 2026
Tags: blog, macrofotografia, prato, silene, colorata, fucsia, colori, fiori
Tags: blog, macrofotografia, prato, silene, colorata, fucsia, colori, fiori
Prato di Silene colorata
Siamo sinceri: quante volte osservando un prato fiorito non abbiamo avuto voglia di immergerci in esso?
Non so voi, ma io vengo preso da un desiderio irrefrenabile e, se posso, mi ci butto dentro. Uno degli effetti della primavera è anche questo.
Però ci sono alcuni prati che rimangono bassi, al più poche decine di centimetri. In questo caso è difficile immergersi tra i fiori, semmai ci si potrebbe sdraiare sopra, ma col rischio di sciuparli e distruggerli!
Tempo addietro mi trovavo nella campagna iblea, nel terreno di un amico erborista, Alfredo Uccello. Lavoravo su un servizio fotografico per un'azienda tedesca, sua cliente (io e Alfredo siamo diventati amici proprio grazie a quell'incarico). Oggetto dell'incarico era la fotografia dei paesaggi Iblei e di alcune delle piante officinali che crescono nella zona. Nell'Azienda di Alfredo (L'Essenza degli Iblei) crescono molte delle piante officinali che dovevo fotografare. Alfredo le coltiva, o le lascia crescere, senza l'uso di diserbanti, fitofarmaci e altre diavolerie chimiche; in questo modo tutta la produzione rimane naturale e genuina, anche il miele.
Camminare tra i campi di erbe aromatiche e officinali, proprio in primavera; passeggiare tra muri a secco e bordure fiorite, riposare all'ombra di carrubi e ulivi, ritempra lo spirito, rilassa e produce un piacere indescrivibile nella tiepida atmosfera del pomeriggio ibleo.
Come dicevo, tempo addietro mi trovavo nella campagna di Alfredo per lavoro. Avevo terminato nel tardo pomeriggio e mi apprestavo a rientrare in macchina quando ecco comparire un praticello di Silene colorata, fucsia, alto sì e no una decina di centimetri. I fiorellini formavano un tappeto uniforme e fitto. Quale meraviglia ai miei occhi! Dovevo fotografarlo.
La fotografia
Un prato lo si può fotografare in tanti modi. Non c'è una regola. Quel prato potevo fotografarlo da dentro o da fuori, dall'alto o dal basso. Una cosa era certa, non lo avrei calpestato, non ci sarei salito sopra... troppo bello per sciuparlo.
Decisi di mettermi in un punto in cui terminava, sul bordo. In questo modo non avrei calpestato alcun fiore.
La tentazione di fotografarlo dall'alto per mostrare l'effetto "tappeto fiorito" era forte. Ma bisogna anche sapere rompere gli schemi e osare riprese insolite. Così provai a immergere la reflex tra i fiori.
Ecco: quando si rompono gli schemi, quando si abbandonano composizioni banali, troppo comuni, possono nascere risultati artistici insoliti e belli.
In questo caso, l'obiettivo macro immerso tra i fiori con un'apertura di diaframma molto ampia ha fatto sì che lo sfondo floreale fosse sfuocato e quasi uniforme. I chiaroscuri monocromatici hanno consentito al fiore in primo piano di risaltare sullo sfondo.
L'attenzione si concentra sul fiore in primo piano, posizionato quasi sul terzo inferiore di sinistra. Qui lo sguardo viene attratto dagli stami bianchi che interrompono il monocromatismo della composizione. Il fiore tagliato a sinistra, più nitido, e quelli che si intrecciano in secondo piano, sfuocati e confusi, danno un senso di continuità alla scena: ci informano che ci troviamo dentro un mare di fiori di Silene. Lo sfondo strutturato, non proprio uniforme, corrobora quanto detto: c'è dell'altro, un mare di fiori, di petali, di stami, di corolle e sepali, steli e foglie. Sono lì, possiamo immaginarli.

L'attrezzatura utilizzata:
- Reflex Canon EOS 5D Mark II
- Obiettivo Samyang 100 mm f/2.8 ED UMC MACRO
- Telecomando wireless
I dati di scatto:
- Focale: 100 mm
- Tempo di posa: 1/30 sec.
- Apertura di diaframma: f/4
- Sensibilità ISO: 100
- Luce naturale, ombra
- Macchina poggiata su una borsetta fotografica
- Parte frontale dell'obiettivo tra i primi fiori sul bordo del prato
- Telecomando wireless
Alcune considerazioni
L'idea di posizionare la macchina fotografica all'altezza del soggetto quando si fa macro non è certamente nuova. Si tratta di una delle prime nozioni che fornisco, e su cui insisto, nel corso dei miei workshop. Ovviamente non è una mia invenzione, ma un approccio condiviso da chi si occupa di macrofotografia. Perché? Perché la composizione ad altezza di soggetto ci proietta in una dimensione più intima e confidenziale con esso. Immergere la macchina fotografica nel contesto ambientale, in questo caso dentro il prato, rafforza questo concetto e ci avvicina ancora di più al soggetto, non solo nello spazio fisico, ma anche in quello interiore; entriamo nel suo ambiante naturale e, per breve tempo, ne condividiamo l'esistenza; siamo lì, con lui.
Immergere l'obiettivo in un prato, soprattutto se un prato fitto, cambia continuamente le regole del gioco. È sufficiente spostare di un grado la visuale per avere un'immagine completamente diversa. È sufficiente focheggiare a distanze diverse per avere altre immagini sempre nuove. Osservare come cambia la scena mentre si muove la fotocamera o mentre si gioca con la ghiera di messa a fuoco, è come esplorare un universo di forme e colori. Inoltre, senza volerlo possiamo mettere a fuoco un insetto o una chiocciolina attaccati a un filo d'erba che da altre prospettive non erano visibili. Questa mutabilità stimola le capacità di osservazione del fotografo e gli insegna a non dare nulla per scontato.
Alla prossima.
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