FELICE PLACENTI
FOTOGRAFO PROFESSIONISTA di PAESAGGI e NATURA
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Una foto a settimana - 8

Inizio con una constatazione alquanto banale: a occhio nudo tutto sembra semplice. Una foglia, un fiore, la corteccia di un cipresso, un mare di fili d'erba, che cosa mai potrebbero nascondere?
Facendo macrofotografia ho scoperto che è sufficiente avvicinare l’obiettivo perché il mondo cambi scala. Attraverso il mirino della fotocamera le superfici diventano paesaggi, le trame si trasformano in architetture, i colori rivelano sfumature che non immaginiamo. La macrofotografia non ingrandisce: ci permette di attraversare una soglia e scoprire un intero universo che vive accanto a noi, invisibile alla nostra vista limitata. Non ci credete? Provate, allora, a immergervi in un prato primaverile con tutta l'attrezzatura.
Durante un servizio fotografico per un'azienda del Nord Europa, dedicato alle piante officinali e aromatiche del territorio Ibleo, mi sono ritrovato letteralmente immerso fino alla testa in un prato di soffice Lagurus ovatus (Coda di Lepre).
Tra le innumerevoli cose che ho visto, c'era anche un insetto che si arrampicava su un filo d'erba, speranzoso di trovare in cima l'agognato fiore.
Giunto alla fine della salita, ha capito di aver percorso il filo d'erba sbagliato.
Felice Placenti | 16/5/2026

Una foto a settimana - 5

Siamo sinceri: quante volte osservando un prato fiorito non abbiamo avuto voglia di immergerci in esso?
Non so voi, ma io vengo preso da un desiderio irrefrenabile e, se posso, mi ci butto dentro. Uno degli effetti della primavera è anche questo.
Però ci sono alcuni prati che rimangono bassi, al più poche decine di centimetri. In questo caso è difficile immergersi tra i fiori, semmai ci si potrebbe sdraiare sopra, ma col rischio di sciuparli e distruggerli!
Tempo addietro mi trovavo nella campagna iblea, nel terreno di un amico erborista, Alfredo Uccello. Lavoravo su un servizio fotografico per un'azienda tedesca, sua cliente (io e Alfredo siamo diventati amici proprio grazie a quell'incarico). Oggetto dell'incarico era la fotografia dei paesaggi Iblei e di alcune delle piante officinali che crescono nella zona. Nell'azienda di Alfredo (L'Essenza degli Iblei...
Felice Placenti | 11/4/2026

Una foto a settimana - 4

In inverno, in montagna, spesso l'acqua può gelare a causa delle basse temperature. Anche sui Monti Iblei, estremo sud d'Italia, non è raro imbattersi nel ghiaccio. Accade soprattutto di notte e all'alba, ma di tanto in tanto le pozze d'acqua possono rimanere gelate anche per tutta la giornata.
Un fotografo naturalista spesso sfrutta le prime ore della giornata (o le ultime) che, solitamente, in montagna sono anche quelle più fredde. Nelle zone più alte dei Monti Iblei, che sfiorano i mille metri di altitudine, caratterizzate dalla presenza di numerosi boschi di conifere e splendide vallate, si raggiungono le temperature più basse della zona. Così l'acqua di pozzanghere, stagni e piccole raccolte nelle cavità di rocce, può congelare.
Congelando, l'acqua può intrappolare foglie, piccoli animaletti e bolle d'aria.
Felice Placenti | 4/4/2026
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