FELICE PLACENTI
FOTOGRAFO PROFESSIONISTA di PAESAGGI e NATURA
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Una foto a settimana - 2

FP Nature and Landscape Photography
Eccoci al secondo appuntamento di questa nuova rubrica.
Oggi vi parlo di una fotografia a cui sono particolarmente legato. Il soggetto è il paesaggio rurale del Lago di Ogliastro, nei pressi di Raddusa. Ho scattato questa fotografia ai primi di Maggio del 2024.
Per il mese di Giugno avevo in programma un workshop sulla fotografia di paesaggi rurali; l'escursione in quelle zone faceva parte dei sopralluoghi che stavo svolgendo in preparazione del workshop.

In realtà era mia abitudine (prima di star male) dedicare, ogni anno, uno o due giorni primaverili al "vagabondaggio" fotografico nelle zone più remote della Sicilia. E non dovete pensare che si tratti di un'esperienza banale. Provate a percorrere centinaia di chilometri di strade secondarie, letteralmente disastrate. Molte chiuse al transito per frana. Strade percorse solo da trattori, greggi e mandrie. Con una manutenzione inesistente e condizioni che peggiorano a vista di mese in mese.

Eppure, quella mattina ero lì, a percorrere placidamente, senza fretta, sterrati che un tempo furono importanti vie di collegamento tra i centri principali dell'entroterra siciliano. Di quella esperienza ho già parlato in un reportage (Colline degli Erei - Vol. 2) che vi invito a leggere e che contiene tante altre fotografie.

La luce
La cosa che mi ha stupito, quella mattina, è stata la luce. Che luce!
Ancora oggi, ripensandoci, mi vengono i brividi. E non era né l'alba, né il tardo pomeriggio, momenti in cui la luce siciliana dà il meglio di sé.
Sicuramente merito sia del cielo azzurro cosparso di nubi bianche, sia dei colori del paesaggio. Non potevo non approfittarne, quindi il viaggio è stato ricchissimo di soste fotografiche.
Posso affermare che la luce eccelleva non solo per qualità, ma anche per quantità: era davvero accecante.

Il sito
Molto conosciuta, la zona di Raddusa è sfruttata da tantissimi fotografi per i suoi paesaggi agrari, rurali, che rievocano tempi passati. Girovagare in quella zona è come fare un viaggio indietro nel tempo.
Il Lago di Ogliastro è un invaso artificiale. Come tutti gli (infiniti) invasi siciliani è quasi sempre povero d'acqua, soprattutto negli ultimi anni.
Se lo si inquadra dalle sponde sud-occidentali è possibile vedere l'Etna al di là dei monti del Calatino.

I colori
Nella tarda mattinata i colori predominanti erano l'azzurro carico del cielo, con le nuvole bianche, il giallo alternato all'avana dei campi, il verde delle piante. Da quella angolazione, anche il lago aveva colori che dal bianco sfumavano su un verde pallido. Un'immagine che mi fa pensare ai grandi laghi salati degli altipiani boliviani.
Nel complesso, la scena era delicata ma potente al tempo stesso. Una combinazione di luce e colori dal sicuro impatto emotivo; semplice ma anche ricca di elementi. Infatti, solo facendo molta attenzione si riescono a individuare le tante tessere di quel mosaico che, in ultima analisi, caratterizza il paesaggio siciliano dell'entroterra: la fusione, la coabitazione, di elementi naturali e antropici, di ruralità e modernità (i generatori eolici), di campagna e centri abitati (si vedono Castel di Judica e i borghi limitrofi). E non dobbiamo dimenticare due tra le caratteristiche più importanti della Sicilia: il paesaggio zolfifero, con le sue peculiari forme geologiche, e la mole onnipresente dell'Etna.

La fotografia

lago di ogliastro


L'attrezzatura utilizzata:

  • Reflex Canon EOS 5D Mark II
  • Obiettivo Canon EF 24-105mm 1:4 L IS USM
  • Treppiede Manfrotto 190XPROB
  • Testa a sfera Mantona Fortress 40

I dati di scatto:

  • Focale: 82mm
  • Tempo di posa: 1/100 sec.
  • Apertura di diaframma: f/9
  • Sensibilità ISO: 100


Ciò che conta è l'esperienza vissuta. Le fotografie servono solo a cristallizzare le emozioni in ricordi indelebili. Quella mattina io c'ero, ero lì, ad ammirare quella bellezza.

Alla prossima.



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