Dalla microscopia alla fotomicrografia
Pubblicato da Felice Placenti in Microscopia e Fotomicrografia · 14 Marzo 2026
Tags: blog, microscopia, microscopio, passione, hobby, fotografia, microfotografia, micrografia, fotomicrografia, attrezzatura
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"Magico strumento davvero, il microscopio! Esso ha rivelato all'uomo un intero mondo, che esiste sotto i nostri occhi, ma non colpisce il nostro sguardo; ha svelato agli studiosi i minimi dettagli della struttura dei viventi e molti intimi segreti del meccanismo della vita".Così si esprimeva la dott.ssa Paola Manfredi nelle pagine del suo "Microscopia per il naturalista dilettante" (Hoepli), un classico per gli appassionati di microscopia.
Frequentavo ancora le scuole medie quando lo vidi esposto nella vetrina di un negozio Salmoiraghi.
Salmoiraghi ancora oggi ha a Siracusa ben due negozi, uno situato nella parte alta della città, in viale Zecchino, l'altro nel centro storico, a Ortigia. Ma quelli erano gli anni in cui il marchio vendeva ancora strumenti scientifici e di misura. Le sue vetrine, soprattutto quelle del punto vendita di Ortigia, erano stracolme di strumenti: microscopi, telescopi, lenti d'ingrandimento, binocoli, bussole, strumenti topografici e per l'ingegneria (Salmoiraghi ne era un fabbricante); ma c'erano anche libri scientifici. Pochi, ma c'erano.
Questo libriccino della Hoepli era in una vetrina del negozio di viale Zecchino a far bella mostra di sé, a tentare i naturalisti che gli passavano davanti, un po' come le sirene che tentavano Ulisse. Io, che non sono Ulisse, mi feci tentare con sommo piacere. Quel volumetto doveva essere mio. E lo fu!
Devo confessare che i testi della Manfredi mi hanno ispirato per tutta la vita, e ancora oggi mi piace leggerne qualche pagina di tanto in tanto.

In effetti esiste un mondo "parallelo al nostro", un mondo che ci circonda e che ci compenetra, fatto di cose invisibili ai nostri occhi ma che, una volta scoperto, è in grado di suscitare un fascino del tutto particolare nell'animo delle persone sensibili alle meraviglie del Creato.
Ma che cos'è la microscopia?
La microscopia è una metodologia di studio che fa uso del microscopio per vedere ingrandite le cose o i dettagli molto piccoli: i microrganismi, l'intima struttura microscopica degli esseri viventi, i piccoli cristalli dei minerali, etc. etc. Il microscopio diventa, così, veramente un magico strumento. Uno strumento capace di svelarci cose che altrimenti ci resterebbero ignote, come una bacchetta magica che, per incanto, rende visibili cose invisibili.

Da un libro dell'ottocento
Se la leggiamo in questo senso, la microscopia rappresenta l'indispensabile ausilio per una conoscenza più completa della natura, permettendoci di estendere lo studio dell'ambiente anche alle cose più piccole.

Da un libro dell'ottocento
Un microscopista difficilmente avrà difficoltà a trovare soggetti da osservare. Ovunque la natura è prodiga di piccolissime cose da studiare con un microscopio, anche in casa.
I campi di applicazione della microscopia sono praticamente infiniti. Uno dei campi che trovo più affascinanti è lo studio dei microrganismi acquatici. Ogni pozza d'acqua, anche la più piccola, contiene una miriade di piccolissimi esseri viventi, animali e vegetali, che formano un vero e proprio mondo in cui gli individui nascono, si nutrono, interagiscono fra loro, si riproducono... Spesso si muovono con movimenti strani, buffi o addirittura divertenti. Le alghe microscopiche sfoggiano colori meravigliosi e forme fantastiche, nuotano leggiadre di qua e di là, ruotano su sé stesse, vibrano e oscillano. L'osservazione dei batteri può essere inquietante. I lenti movimenti delle amebe sono interessantissimi.E' impossibile immaginare quali forme viventi ci capiteranno sotto le lenti del microscopio! Inoltre dobbiamo pensare che ogni creatura, anche la più minuscola, ha un proprio posto e una propria utilità nell'economia del Creato.

Animali microscopici d'acqua dolce fotografati attraverso il microscopio biologico

Diatomee fotografate attraverso il microscopio biologico

Alghe verdi e alghe azzurre unicellulari e qualche colonia fotografate attraverso il microscopio biologico
Interessante è anche l'osservazione delle cellule e dei tessuti vegetali, che possono essere prelevate dalle varie parti di una pianta. Basterà ricavare con un bisturi o una lametta una sottilissima sezione della parte che si vuole studiare. Così al microscopio appariranno le cellule, la struttura dei peli urticanti dell'ortica, gli strati che compongono un fusto o uno stelo, con i "canali" che trasportano la linfa.

Sezione trasversale del fusto di Urtica dioica, dal midollo alle cellule dell'epidermide, fotografata attraverso il microscopio biologico

Sezione trasversale di un ramo di pino. Dettaglio di un dotto resinifero. Microscopio biologico.

Epidermide di una foglia con stoma. Microscopio biologico
I granuli di polline sono molto belli: forma, dimensione e colore caratterizzano il genere e la specie della pianta. Solo per fare qualche esempio: il polline della malva è sferico e ricoperto di piccole spine, quello del pino è ovale, chiaro con due lobi simmetrici scuri, approssimativamente sferici, che mi fanno pensare alle orecchie di un topolino, il polline del geranio è ovoidale, quello della margherita è giallo, quello del lilium è rossiccio.

Granuli di polline su tessuto di cotone fotografati attraverso il microscopio biologico.
Foto vincitrice in 13a posizione nella Top 20 del concorso di fotomicrografia "Nikon's Small World 2021"

Granuli di polline su tessuto di cotone fotografati attraverso il microscopio biologico
Lo studio dei microfossili che si rinvengono in un deposito sedimentario ci può dare importanti informazioni sull'ambiente e sul clima che caratterizzavano quella specifica località in ere geologiche passate. Tra i microfossili voglio citare i gusci silicei delle diatomee e quelli calcarei dei foraminiferi, gli esoscheletri dei crostacei microscopici e, ancora una volta, i granuli di polline fossile.

Microfossili provenienti dalle argille pleistoceniche del sottosuolo di Siracusa fotografati attraverso il microscopio biologico

Microfossili provenienti dalle argille pleistoceniche del sottosuolo di Siracusa fotografati attraverso il microscopio stereoscopico.
La punta di un ago ipodermico ci fa capire quali siano le loro dimensioni
Ma ritorniamo ancora per un attimo alle vetrine di Salmoiraghi. Nello stesso negozio avevo già comprato anche un microscopio giocattolo, al passaggio dalla scuola elementare alla scuola media. Aveva sostituito un precedente microscopio, molto più giocattolo, il famoso Microscopio Max, tanto diffuso all'epoca.
Grazie alle prestazioni superiori, il nuovo microscopio mi aveva letteralmente trasformato la vita. Quante osservazioni, quante ore passate a scoprire le meraviglie della natura!

Il microscopio giocattolo che ha accompagnato la mia crescita nella microscopia

Una delle tante versioni del Microscopio Max (da Internet)
Ma non voglio farla tanto lunga. Molta acqua è passata sotto i ponti da quei lontani e meravigliosi anni '80. Molte delle più belle canzoni di tutti i tempi sono state composte in quegli anni e hanno fatto da colonna sonora alle mie osservazioni astronomiche e microscopiche. Ancora oggi, ascoltarle mi riporta a quelle esperienze. Quanti bei ricordi!
La mia attuale strumentazione è descritta in dettaglio in un articolo in tre parti che ho pubblicato sulle pagine del sito. Chi di voi volesse approfondire può cliccare sui seguenti tre collegamenti:
Nel 2015 ho iniziato l'avventura della fotomicrografia, o fotografia al microscopio, e mi si è spalancata una porta di difficoltà tecniche e fallimenti che ha richiesto (e continua a richiedere) un impegno non indifferente.
Devo ammettere che tanti appassionati, ad un certo momento, sentono il desiderio di immortalare i soggetti delle proprie osservazioni. Scatta lo stesso meccanismo che ci fa conservare un oggetto prezioso all'interno di una teca per avere la possibilità di ammirarlo per tutta la vita. In pratica subiamo il fascino e la bellezza di una natura insolita che si affaccia al nostro sguardo, col desiderio di far vedere anche agli altri ciò che i nostri occhi hanno veduto di straordinario.
Il problema è che i nostri occhi hanno immense capacità di adattamento ed elaborazione che gli apparecchi di ripresa non possiedono. Le immagini che ai nostri occhi sembrano straordinariamente nitide non lo sono affatto agli "occhi" degli apparecchi di ripresa. Emergono inevitabilmente difetti di messa a fuoco, distorsioni, mancanza di nitidezza, riflessi indesiderati, ecc., ecc. Ogni granello di polvere sul percorso ottico potrebbe fare un disastro. Anche la preparazione del campione da fotografare ha enorme influenza sul risultato.
Non meno problematica è la scelta dell'adattatore fotografico giusto. Qui si sprofonda nell'abisso dell'incertezza, con migliaia di modelli tra cui dover scegliere in funzione del microscopio che si possiede, dell'apparecchio di ripresa che si vuole usare, della tecnica di ripresa che si desidera seguire.

Adattatori fotografici. Quello a sinistra è autocostruito
Per il microscopio biologico ha dovuto costruirmene uno, poiché non riuscivo a trovare più quello adatto. Lo potete vedere nella fotografia precedente (è quello a sinistra). Per il microscopio stereoscopico, ancora in produzione, ho potuto acquistare quello giusto (nella stessa foto, a destra).
All'interno dell'adattatore per il biologico vi è montato un normale oculare 10X; invece, all'interno di quello per lo stereomicroscopio vi è un oculare di proiezione 2,5X.
Chi volesse dedicarsi a delle riprese fotografiche e video facili e veloci può oggi contare su numerosi accessori che permettono di collegare lo smartphone all'oculare di un microscopio.
Recentemente ho acquistato un articolo davvero interessante e simpatico. Ve lo mostro:

Adattatore per smartphone

L'adattatore montato su un piccolo microscopio entry level che uso per fare campionamenti sul campo
Si tratta di una piastra regolabile della Celestron. Una volta montata sul tubo porta oculare di un microscopio (o di un telescopio) consente di centrare l'obiettivo dello smartphone sull'asse ottico dello strumento e di avvicinarlo o allontanarlo dall'oculare fino a ottenere un'immagine dai bordi regolari.
La fotomicrografia continua a essere per me una sfida quasi quotidiana, alla continua ricerca di miglioramenti, anche i più piccoli, che mi facciano ottenere risultati sempre più professionali.
Mi auguro di riuscire a trovare il tempo (e il coraggio) di scrivere un tutorial sugli adattatori fotografici. Nel frattempo scriverò una recensione del simpatico adattatore della Celestron.
Se volete dare un'occhiata alle fotografie che ho realizzato, ecco il link: Immagini dal microcosmo
A presto.
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