Una foto a settimana - 9
Pubblicato da Felice Placenti in Boschi · 30 Maggio 2026
Tags: blog, boschi, fotografiadiboschi, fotografareiboschi, woodlandphotography, tronchi, mossocreativo, mossointenzionale, astrattismi, fotografiaastratta, pattern, texture
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Mosso creativo nel bosco
Solitamente, quando pensiamo al mosso immaginiamo subito un errore in fase di ripresa: qualcosa che va storto, la fotocamera che vibra o la testa del treppiede che cede perché non l'abbiamo serrata con forza. In effetti, il più delle volte succede proprio così.
Tuttavia, ci sono casi in cui a volere il mosso siamo proprio noi, con la nostra vena creativa. Addirittura alcuni fotografi famosi sono conosciuti anche per i loro mossi intenzionali.
Quella del mosso creativo non è una tecnica nuova. Avete presente il panning? Bene, il panning è un esempio di mosso creativo.
Le principali tecniche di mosso creativo sono due:
- il panning, in cui il soggetto è in movimentorispetto alla fotocamera
- l'Intencional Camera Movement (ICM), in cui il soggetto è fermo e la fotocamera viene mossa
Ma se il mosso creativo può venir fuori per caso, da un errore di ripresa, è il mosso creativo intenzionale che può portare a risultati di grande valenza artistica.
Intenzionale, cioè voluto e sperimentato di proposito. Nelle prossime settimane vi proporrò un articolo sul mosso creativo intenzionale. Nel frattempo lo anticipo con la foto di questa settimana:

La fotografia
L'attrezzatura utilizzata:
- Reflex Canon EOS 5D Mark II
- Obiettivo Canon EF 200 mm 1:2.8 L II USM
- Treppiede Manfrotto 190XPROB
- Testa a sfera Mantona Fortress 40
I dati di scatto:
- Focale: 200 mm
- Tempo di posa: 1/2 sec.
- Apertura di diaframma: f/2.8 (tutta apertura)
- Sensibilità ISO: 100
- Esposizione manuale
Siamo nel Bosco Ragabo, lungo la Pista Altomontana dell'Etna, in primavera, esattamente all'alba. Il bosco dorme ancora nell'oscurità, mentre i primi raggi di sole si fanno strada timidamente fra le chiome di pini larici e castagni.
In questa luce surreale, in questi silenzi eterei, in questi frangenti in cui il bosco sta per trasformarsi passando dall'oscurità alla luce, sono attratto dalla visione di una moltitudine di tronchi verticali, dritti, paralleli gli uni agli altri. Così, piazzo l'attrezzatura, isolo una parte dei tronchi usando un tele da 200 mm e provo a scattare una prima foto. Il risultato non mi convince: c'è ancora poca luce, anche se qualche tronco incomincia a colorarsi d'arancione, colpito dai primi raggi di sole. Comunque, l'effetto è ugualmente ipnotico. Ecco il risultato (i dati di scatto sono gli stessi):

Continuo a osservare e un minuto dopo decido di tentare un mosso creativo. Lascio la reflex sul treppiede, imposto l'autoscatto (2 sec.), premo il pulsante di scatto e due secondi dopo, mentre l'otturatore si apre, muovo la reflex con tutto il treppiede. Un movimento quasi verticale come i tronchi, incerto, ovviamente. Rivediamo di nuovo il risultato:

Che differenza!
Ovviamente, per entrambe le foto, in Lightroom ho regolato i parametri in modo da ottenere immagini perfettamente leggibili. Gli originali raw erano un po' scuri.
Ma già sul posto, sul secondo scatto (quello col mosso) ho apprezzato la comparsa di colori pastello, spalmati, tenui, delicati ma, al tempo stesso, con un filo di trama, una texture gradevole che sembra dar vita ai tronchi e all'immagine tutta e che mantiene evidente quel pattern di linee verticali parallele.
Avrei potuto fare mille altre prove, dando alla macchina movimenti sempre diversi per vedere gli effetti risultanti. Ma ero già soddisfatto così.
Alla prossima.
La fotografia di questo post la potete trovare nel portfolio Boschi incantati. Buona visione e a presto.
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