FELICE PLACENTI
FOTOGRAFO PROFESSIONISTA di PAESAGGI e NATURA
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Consigli

FP Nature and Landscape Photography
Pubblicato da Felice Placenti in In libertà · 18 Aprile 2026
Tags: blogconsiglifotografiaapproccioemozioni
La settimana scorsa ho sfruttato questo Blog per uno sfogo personale (se volete, potete trovarlo nell'articolo "Resilienza? No, grazie!").
L'argomento meriterebbe, per la verità, un corposo approfondimento. Avrei tanto da dire su come la Fotografia venga sempre più violentata (anche da chi la insegna)!

Le fotografie che possiamo vedere sui social sono affette da una miriade di "errori". Solitamente non si tratta di errori nella scelta dei parametri di esposizione, poiché sbagliare sull'esposizione è oggi praticamente impossibile, grazie alle diverse modalità esposimetriche, all'istogramma e, se proprio si è negati, alla possibilità di visionare l'immagine durante o dopo lo scatto, e rifarla se insoddisfacente, laddove sia possibile.

Ecco dove risiede la vera questione, a mio modesto parere:

  • nella mancanza di un "progetto" fotografico
  • nell'incapacità di comporre (qui un tutorial sulla Composizione fotografica)
  • in una "interpretazione" della scena che nella post-produzione sfocia in immagini grottesche
  • nell'uso scorretto o eccessivo dei filtri e delle maschere dei software di sviluppo/fotoritocco

Non è mia intenzione proseguire lo sfogo. Penso che sia più costruttivo fornire qualche consiglio per migliorare e, perché no, impegnarci nel salvataggio della vera Fotografia, tutti insieme.


Qualche consiglio

1. Seguire i fotografi giusti
Rimane fermo il suggerimento di frequentare corsi e workshop di fotografi che abbiano una vera esperienza e un approccio corretto.  Seguirli anche sui social. Ma come si fa a capire chi sono questi fotografi?

Lo studio della Fotografia deve partire dalle basi. Lo sappiamo bene. Ma tra le basi ci dovrebbe essere anche una certa attenzione ai lavori, alle opere e agli insegnamenti dei maestri della fotografia. Per esempio, i maestri del paesaggio ci hanno lasciato un patrimonio di insegnamenti e di immagini che ancora oggi riesce a formare e influenzare i moderni paesaggisti. Cercare e studiare questa eredità dovrebbe essere un'attività frequente del fotografo. Ci sarebbe molto da imparare.
Anche tra i fotografi di oggi è possibile trovarne tanti a cui potersi ispirare. Io l'ho fatto sempre e continuo a farlo. Le loro immagini riescono a catturare il cuore, fanno emozionare e sognare. Si tratta di fotografi che hanno la capacità di sfruttare la luce, comporre ed esporre in modo tale da far "parlare" le immagini. E riescono a farlo senza eccessi e senza filtri digitali, se si eccettuano quelli necessari per sviluppare le fotografie.
Spesso l'efficacia delle loro immagini non è delegata alla "spettacolarizzazione" dei soggetti o dei cieli. Alcuni si specializzano nei minimalismi, altri nelle tenui sfumature pastello, colori poco saturi o, addirittura, desaturati in post-produzione. A colpire, nelle loro fotografie, è un abile controllo degli elementi della composizione, dei colori (o delle sfumature di grigio nelle foto in B&W) e della luce. Da qui l'importanza, come vedremo più avanti, di fotografare solo nelle giuste condizioni atmosferiche e di luce.


2. Dare ascolto al proprio cuore
Evitate gli scatti impulsivi. Evitate di fotografare a tutto ciò che vi colpisce. Imparate a fare solo pochi scatti. Portate con voi solo l'essenziale. Di tanto in tanto portate con voi un solo obiettivo fotografico, se possibile a focale fissa. Liberate la mente da tutto ciò che l'appesantisce.

Una fotografia di successo nasce spesso da un'idea, da un sogno o da un piccolo progetto fotografico. Provate a coltivare e far crescere nel vostro cuore questa idea o questo sogno; sviluppate il vostro piccolo o grande progetto fotografico, lavorateci, credeteci e amatelo prima ancora di metterlo in pratica.

Prima di scattare, osservate, riflettete, immaginate il risultato che volete ottenere.


3. Non sottovalutare la composizione
Una fotografia ben fatta può comunicare, può parlare, può raccontare una, dieci, mille storie. Gli elementi della composizione, e così i colori, sono come le parole di un testo scritto: da queste e da come sono disposte dipende il significato del testo. Troppi elementi distraggono; elementi disposti alla rinfusa danno un senso di disordine, oppure comunicano un messaggio sbagliato.

Occorre eliminare dalla composizione tutto ciò che non serve e che distrae. Il messaggio dovrebbe essere chiaro e dovrebbero essere altrettanto chiari il soggetto (o i soggetti) e gli elementi che guidano lo sguardo verso il soggetto.

I colori, in rapporto fra essi e in rapporto con la composizione, hanno un peso decisivo e influenzano la lettura della fotografia a livello psicologico. Intensità e "dimensioni" dei colori nella scena non si devono in alcun modo sottovalutare. Per questo nello studio della Fotografia occorre inserire anche quello dei colori (teoria dei colori, psicologia dei colori).


4. Non sopravvalutare il proprio senso artistico
Fotografare significa anche interpretare la realtà, soprattutto se la Fotografia viene considera un'Arte. L'interpretazione personale della scena fotografata risente delle capacità artistiche e della vena artistica del fotografo. Si tratta di fattori che portano a definire il suo stile nel corso degli anni (stile che potrebbe anche cambiare nel tempo, ovviamente).

L'espressione artistica del fotografo si sviluppa anche e soprattutto attraverso la sperimentazione. Inevitabilmente, una parte di questa sperimentazione viene fatta nella fase di post-produzione. Solitamente, i principianti tendono a esagerare (ci sono passato anch'io, ovviamente) e giustificano queste esagerazioni come "interpretazioni" personali, usando la scusa che "tanto la fotografia è interpretazione della realtà".

D'altronde, anche esagerare in direzione opposta, cioè non post-produrre affatto la fotografia, è da considerare un errore. L'immagine prodotta da una fotocamera non sarà mai fedele alla realtà, mai! Da qui la necessità di sviluppare i file.
A chi si vanta di fotografare solo in jpg, dico solamente che l'immagine prodotta dalla fotocamera nel formato jpg è un'immagine già post-prodotta e, ancora una volta, diversa dalla realtà! Il jpg è stato post prodotto dall'elettronica della fotocamera, secondo stili programmati in fabbrica. Che meraviglia!


5. Cercare ispirazione negli altri fotografi ma non copiare
La maggior parte dei fotografi segue le mode del momento. Nella Paesaggistica la moda della Patagonia sembra essere passata. Attualmente mi pare che vadano per la maggiore l'Islanda e la Norvegia.
Risultato?
Milioni di paesaggi identici: stessi soggetti, stesse composizioni. Ancora meglio se c'è l'aurora boreale. Zero iniziativa, zero fantasia, nessuna intraprendenza, nessuna capacità di improvvisare, di esplorare, di cercare nuovi orizzonti. Come se le location più gettonate si esaurissero lì, in quei pochi spot; come se l'Islanda avesse solo due o tre montagne e una cascata e la Norvegia fosse solo un piccolo villaggio di pescatori nell'arcipelago delle Lofoten. E io dovrei andare a fotografare le location già fotografate da migliaia di fotografi per realizzare fotografie perfettamente uguali a milioni di immagini già presenti sul web? A quale scopo? Per dimostrare che le so fare meglio? Per far vedere che sono più bravo?

Imparate a rompere gli schemi. Abbiate il coraggio di andare oltre. Allargate i vostri orizzonti. Siate originali.


6. Sviluppo e interpretazione
Fermo restando che ognuno è libero di fare come vuole e di esagerare anche nella post-produzione, nel tempo ho capito che i filtri digitali non riescono a far parlare una fotografia che è nata già muta. Il contenuto capace di raccontare deve essere già presente nel file raw. Al più, con i software è possibile ottenere un'immagine che sa impressionare, che fa dire "wow". Ben altra cosa è l'immagine che sa raccontare.

Partire sempre da una "fotografia", non da un'"immagine da sistemare al pc". Una volta sviluppata, la fotografia può essere migliorata al fine di enfatizzare certe luci o atmosfere, o per concentrare l'attenzione sul soggetto mediante una leggera vignettatura, e così via. In questo modo si va a completare quel processo creativo che ha avuto inizio con l'idea di creare quella particolare fotografia. Con il tempo, questo flusso di lavoro creativo finisce col definire lo stile del fotografo.

Infine, ricordate sempre che non abbiamo alcun motivo di spettacolarizzare la natura.


7. Pochi scatti ma buoni
I migliori fotografi fanno pochi scatti. Ci sono fotografi che ne realizzano solo quattro o cinque per sessione fotografica. Tuttavia, in quei pochi scatti è racchiusa l'intera esperienza fotografica della giornata. In quelle sparute immagini c'è un progetto, un'idea, ci sono pensieri e meditazioni, lunghe osservazioni, le emozioni che precedono gli scatti, le emozioni della giornata trascorsa, le soddisfazioni, gli errori, i fallimenti, le gioie, le paure, le sorprese, gli incontri inattesi, il freddo o il caldo sentiti durante la giornata, la levataccia, il piacere del caffè preso in macchina prima di iniziare l'escursione, la colazione fatta sulle rive del lago, il pranzo sotto la chioma di un faggio, l'acquazzone e l'arcobaleno, la stanchezza. Questo vivere in pienezza la giornata fotografica si condensa e si imprime in quei pochi scatti. Pochi ma densi.

Già il proposito di realizzare poche fotografie ci porta a dar loro una maggiore cura. Nell'idea di partenza è contenuto già il risultato che vogliamo ottenere. Dobbiamo solo impegnarci per ottenerlo.


Quindi?
L'argomento è così vasto e così stimolante che mi piacerebbe continuare, ma questo articolo diverrebbe troppo lungo!
Mi fermo qui. Tuttavia, ho deciso che nei miei prossimi workshop questo tema sarà sempre centrale e guiderà ogni lezione teorica e pratica.

E voi, che cosa ne pensate?

Intanto vi anticipo che sto programmando due workshop autunnali di più giorni dedicati alla fotografia di boschi, alberi e creature che vivono nei boschi. I titoli provvisori sono:

  1. Fotografare i boschi
  2. Fotografare nei boschi

Le location saranno comunicate tra maggio e giugno. Una delle due sarà in Sicilia. Qualcuno è interessato?

Alla prossima.



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