Che cos'è la felicità?
Pubblicato da Felice Placenti in Boschi · 28 Febbraio 2026
Tags: blog, boschi, alberi, foreste, nebbia, approccio, felicità, woodlandphotography
Tags: blog, boschi, alberi, foreste, nebbia, approccio, felicità, woodlandphotography
Che cos’è la felicità?In questi ultimi tempi penso sempre più che la felicità stia nelle piccole cose di tutti i giorni: nella tazzina di caffè del mattino, nel tepore di un raggio di sole preso alla finestra, nelle nuvole che si rincorrono nel cielo, nel pensare alle persone che ami.
Ma c’è dell’altro. Per me la felicità sta anche nel partire di notte per essere nel bosco prima dell’alba, nel camminare sotto la pioggia, nel vedere gli alberi bagnati, nella nebbia.
Da quando ho ripreso l’attività fotografica sto apprezzando sempre più la fotografia “lenta” (non che prima scattassi a tutto come se non ci fosse un domani). Sto apprezzando quella “lentezza dello sguardo”, tanto cara a Gabriele Basilico, dove il fine non è tanto la fotografia in sé stessa quanto l’osservare per conoscere, l’osservare per godere di tutta la bellezza che ci circonda.
Ho osservato questi alberi per molto tempo; li ho visti emergere dalla nebbia e sparire subito dopo; ho provato felicità nell’attesa del momento giusto, non ho avuto fretta.
Oggi rivedendo le fotografie di quel giorno, già sviluppate, provo un altro senso di felicità. Non mi capita spesso di essere soddisfatto delle mie fotografie. Oggi sì.
Si tratta di un soggetto solenne! La quercia è un albero solenne, maestoso. Qui è accompagnata da altre specie, perché il bosco è anche comunità. Sono rimasto affascinato dall’intreccio dei suoi rami protesi verso il cielo, quasi tutti dal lato in cui non v’è nulla se non la vallata.
Quel giorno pioveva, il vento soffiava impetuoso e la nebbia giocava a nascondere tutto. È strano il concetto di felicità! È proprio strano!
Note su questa fotografia
Veniamo più specificatamente alla fotografia. Per prima cosa ecco l'attrezzatura usata:
- Reflex Canon EOS 5D Mark II
- Obiettivo Canon EF 24-105mm 1:4 L IS USM
- Treppiede Artcise CT-80C in fibra di carbonio
- Testa a sfera Artcise KB-55
- Zaino Shimoda Action X50 V2
E ora i dati di scatto:
- Focale: 70mm
- Tempo di posa: 1/13 sec.
- Apertura di diaframma: f/11
- Sensibilità ISO: 400
Il diaframma chiuso a f/11 mi ha consentito di avere tutto a fuoco. Essendo il cielo coperto ed essendoci nebbia, la luminosità ambiente era alquanto ridotta; quindi ho recuperato l'esposizione portando a 400 ISO la sensibilità.
Dal punto di vista compositivo ho preferito, innanzi tutto, un taglio verticale. Se ci fate caso, la composizione è giocata tutta sulle diagonali formate dai rami in contrapposizione alle verticali formate dai tronchi. Anche la dislocazione dei tronchi forma delle diagonali. C'è, poi, anche l'intreccio di rami e foglie che, grazie alla nebbia che crea una separazione dei piani, dona tridimensionalità alla scena.
Il protagonista principale è la quercia in primo piano, ma il pino alle sue spalle "cerca" di imitarne la forma, così come il perastro, più piccolo a sinistra.
Ho provato anche a realizzarne una copia in bianco e nero.Se già la foto a colori, a mio parere, porta in sé tutta la magia dei boschi nebbiosi, questa versione vi aggiunge il fascino senza tempo proprio del bianco e nero.
Ritengo che questo soggetto si presti bene al bianco e nero grazie alle tante tonalità di grigio dovute alla presenza della nebbia. È un'apoteosi di sfumature che mi piace tanto.
E voi, che cosa ne pensate?
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commenti
LUCA
03 Apr 2026
si, lo so, il bianco e nero digitale, se ben fatto e se non tenta di imitare l'analogico è meraviglioso ma...
non c'è niente da fare, sarà per l'età, o chissà perchè sarà, ma il bianco e nero della pellicola è così evocativo...
ho comprato un obiettivo "quasi-macro" e proverò ad usarlo con la mia olympus OM4.
probabilmente una follia da nostalgici, ma (costi a parte) dovrebbe essere divertente.
però è vero, l'albero nella nebbia senza il colore trasmette emozioni diverse.
non c'è niente da fare, sarà per l'età, o chissà perchè sarà, ma il bianco e nero della pellicola è così evocativo...
ho comprato un obiettivo "quasi-macro" e proverò ad usarlo con la mia olympus OM4.
probabilmente una follia da nostalgici, ma (costi a parte) dovrebbe essere divertente.
però è vero, l'albero nella nebbia senza il colore trasmette emozioni diverse.
Personalmente sono convinto che una fotografia in bianco e nero debba essere guardata su una stampa. Anzi, la stampa è il "traguardo" stesso di una fotografia, l'ultimo passaggio, quello che suggella l'idea di partenza del fotografo. Prova a guardare la stessa fotografia sul monitor del PC e su una vera stampa... Che differenza ! Non c'è paragone. Eppure, anche sul monitor si può avere un'idea del risultato finale, e tu me lo confermi. La pellicola sta tornando di moda, un po' ma lo sta facendo. Se avessi più tempo riprenderei in mano la mia cara vecchia Canon AT-1 con cui iniziai la mia avventura...