Una foto a settimana - 4
Pubblicato da Felice Placenti in Macrofotografia · 4 Aprile 2026
Tags: blog, macrofotografia, acqua, ghiaccio, acqua, ghiacciata, bollicine, bolle, d'aria, attrezzatura, tecnica
Tags: blog, macrofotografia, acqua, ghiaccio, acqua, ghiacciata, bollicine, bolle, d'aria, attrezzatura, tecnica
Bolle d'aria nel ghiaccio
In inverno, in montagna, spesso l'acqua può gelare a causa delle basse temperature. Anche sui Monti Iblei, estremo sud d'Italia, non è raro imbattersi nel ghiaccio. Accade soprattutto di notte fino all'alba, ma di tanto in tanto le pozze d'acqua possono rimanere gelate anche per tutta la giornata.
Un fotografo naturalista spesso sfrutta le prime ore del giorno (o le ultime) che, solitamente, in montagna sono anche quelle più fredde. Nelle zone più alte dei Monti Iblei, che sfiorano i mille metri di altitudine, caratterizzate dalla presenza di numerosi boschi di conifere e splendide vallate, si raggiungono le temperature più basse della zona. Così l'acqua di pozzanghere, stagni e piccole raccolte nelle cavità di rocce, può congelare.
Congelando, l'acqua può intrappolare foglie, piccoli animaletti e bolle d'aria.
Se c'è stata pioggia e fa molto freddo, consiglio di controllare con attenzione tutte le raccolte d'acqua.
La fotografia
La fotografia che propongo oggi è stata scattata in una freddissima tarda mattina di febbraio di qualche anno fa nel Demanio Forestale di Monte Pavone, tra Buscemi e Buccheri.
In quella occasione ero andato attrezzato per la macrofotografia. Avevo già fotografato fiori come lo Zafferanetto comune (Romulea bulbocodium) e i primi Narcisi nostrani (Narcissus tazetta). A fine mattinata, con l'attenzione che caratterizza il procedere del fotografo naturalista, avevo scovato una piccola raccolta d'acqua piovana nell'incavo di un grosso masso basaltico. In quella pozzetta d'acqua brillavano i riflessi azzurri del ghiaccio che, formandosi, aveva intrappolato migliaia di bollicine d'aria.
Mi si era materializzato un quadretto astratto di una bellezza indicibile. Mi faceva pensare alla visione di una galassia lontana ricca di stelle e nebulose. La natura riusciva a creare arte anche nel "banale" congelamento dell'acqua.
Della fotografia colpisce il contrasto tra lo sfondo scuro della pozza e l'azzurro del ghiaccio, punteggiato da miriadi di cerchietti più luminosi e percorso da striature che si incrociano come flussi di materia nello spazio siderale. In un primo momento lo sguardo è attratto dalla luminosa massa principale, da cui sembra avere origine tutto. Da questa, che non è messa esattamente al centro ma quasi nel terzo superiore di sinistra, lo sguardo inizia a esplorare la scena in tutte le direzioni e si sofferma ora su una bollicina, ora su una striatura, passando per ammassi, addensamenti, riflessi e altre bizzarre formazioni (qui un tutorial sulla composizione fotografica). Non esiste una linea guida principale, ma è come osservare un luminoso ammasso stellare attraverso un telescopio: ci si può perdere letteralmente fra gli astri, stella dopo stella, senza meta, come ipnotizzati (se non avete mai provato questa esperienza, fatelo, ne vale la pena).

L'attrezzatura utilizzata:
- Reflex Canon EOS 5D Mark II
- Obiettivo Canon FD 135 mm 1:3.5
- Tubi di prolunga
- Treppiede Manfrotto 190XPROB
- Testa a sfera Mantona Fortress 40
I dati di scatto:
- Focale: 135 mm
- Tempo di posa: 1/10 sec.
- Apertura di diaframma: f/5.6
- Sensibilità ISO: 100
- Luce naturale
La tecnica
Per realizzare questa fotografia ho usato un obiettivo vintage della Canon (qui un articolo dedicato agli obiettivi vintage per l'utilizzo in macrofotografia), con focale da 135 mm, abbinato a una serie di tubi di prolunga (lunghezza 65 mm). La pozza era molto piccola, meno di 10 cm al massimo. Ho fotografato con un rapporto di riproduzione di circa 1:2 (qui un articolo sui rapporti di riproduzione). Il campo inquadrato è esteso circa 7 cm in orizzontale.
La ripresa è stata fatta dall'alto, con la macchina fotografica montata a sbalzo sopra la pozza e orientata verso il basso. In pratica ho montato in orizzontale la colonna centrale del treppiede.
La pozza era in ombra. Questo ha consentito all'acqua di non scongelare. Ho usato la luce naturale e non ho avuto bisogno di ricorrere a pannelli per schermare la luce del sole.
Questa fotografia è contenuta nel portfolio Varie. Perché non gli date un'occhiata? Nello stesso portfolio potrete trovare un'altra fotografia scattata ad una piccola pozza d'acqua ghiacciata. In quel caso il ghiaccio ha intrappolato la foglia di una betulla dell'Etna.
Alla prossima.
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