Tutorial - Fotografare boschi e foreste - FP Nature and Landscape Photography

FELICE PLACENTI
FOTOGRAFO NATURALISTA E PAESAGGISTA
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Tutorial

Fotografare boschi e foreste

(da dentro)


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 tutorial fotografare boschi
Bosco Contessa - Monti Iblei



Introduzione

Se si sta dentro un bosco in posizione di ascolto, prima o poi si avverte, si intuisce la presenza di un flusso di energia che circola tra i rami, le foglie, le radici. Talvolta è un sussurro, altre volte strepiti e grida. E’ come se le piante parlassero tra loro.

Così si esprime Daniele Zovi a proposito dei sensi delle piante nel suo libro “Alberi sapienti, antiche foreste”.

Peter Wohlleben nel suo libro “La saggezza degli Alberi” così esordisce:

Gli alberi sono esseri enigmatici. […] A tratti intuiamo che dietro quella loro corteccia ruvida si cela qualcosa di più, segreti a prima vista inaccessibili.


Negli ultimi anni ho passato molto tempo nei boschi alla ricerca dell’ispirazione, cercando di penetrare l’aura di mistero che avvolge questi luoghi.  
Come fotografo paesaggista mi sono lasciato ammaliare dalla “muta” presenza degli alberi, dalle affascinanti scenografie che essi compongono, soprattutto quando c’è la nebbia.
Come fotografo naturalista ho esplorato il sottobosco, rovistato fra le foglie marcescenti e gli aghi di pino, alla ricerca delle creature più piccole e misteriose: funghi e licheni.
Poco alla volta ho iniziato a percepire quel flusso di energia che permea il bosco e di cui parla Zovi. Poco alla volta hanno iniziato a svelarsi quei segreti a prima vista inaccessibili cui fa riferimento Wohlleben.

Rimanere nel bosco, rimanerci in silenzio, in ascolto, osservare, meditare. Questo è il segreto. Questo è ciò che fanno i migliori fotografi di boschi e foreste.

In questo tutorial ti voglio fornire alcuni suggerimenti per ottenere valide fotografie di boschi e foreste, dal loro interno.
Se sei alla ricerca di un tutorial che ti insegni a ottenere immagini spettacolari, allora questa pagina non fa per te! Se, invece, vuoi capire come cogliere la magia dei boschi per ottenere immagini che sappiano trasmettere emozioni, forse sei nel posto giusto. Voglio provare ad aiutarti.

Inizio col dirti che tutte le immagini che troverai in questo tutorial e nel mio sito sono naturali: non ho mai aggiunto o tolto nulla con Photoshop. Anche la nebbia, quando c'è, è naturale. Non ricorro mai all'effetto Orton o ad altri effetti (che reputo assolutamente puerili) per spettacolarizzare una fotografia o per renderla più interessante!


bosco nebrodi
Bosco Sollazzo Verde - Monti Nebrodi


Fotografare boschi e foreste

Molti pensano che fotografare i boschi sia facile: un modo come un altro di fare fotografia paesaggistica.
Non voglio scoraggiarti, ma ti anticipo che fotografare i boschi è tutt’altro che semplice!
Le difficoltà sono dovute alla natura stessa del bosco e sono amplificate nella foresta. Posso riassumerle nei seguenti, principali elementi:

  • dentro il bosco c’è poca luce
  • vi è spesso un intrico di rami, ramoscelli, tronchi e fronde che creano confusione
  • tutto può sembrare uguale, quindi è difficile trovare la composizione giusta
  • le condizioni ambientali possono rendere difficile o, addirittura, pericoloso il lavoro

Per tutte queste ragioni, fotografare i boschi e le foreste, dal loro interno, richiede un’attenta pianificazione (tipo di bosco/foresta, stagione, orario, percorso, meteo), una grande capacità di osservazione, una certa predisposizione a lavorare in condizioni meteo non sempre ottimali (che nel bosco possono amplificare i disagi e i pericoli).

Per ottenere immagini affascinanti serve il bosco giusto. Infatti, non tutti i boschi si prestano allo scopo. I migliori sono quelli con alberi alti e grandi. E’ preferibile che il bosco non sia artificiale, che sia interessato dalla nebbia con una certa frequenza (per lo meno in certi periodi, come l’autunno), che sia popolato da alberi caducifoglie o da specie miste (caducifoglie e sempreverdi).
Ottimi sono i boschi con alberi dai tronchi contorti, i boschi con alberi dai tronchi ricoperti di muschi e licheni, i boschi con alberi dai tronchi dritti, alti e paralleli, con le chiome relegate nelle parti più alte, i boschi col sottobosco ricoperto di felci, i boschi in cui scorrono ruscelli e torrenti, i boschi che nascondono graziosi stagni, pantani, paludi.


torrente
Torrente nel Bosco Sollazzo Verde - Monti Nebrodi


sottobosco di felci
Sottobosco di felci - Bosco Ragabo - Etna


stagno boschivo
Stagno del Bosco Contessa - Monti Iblei


stagno boschivo
Stagno del Bosco Contessa - Monti Iblei


Con l’esperienza capirai che non ha molto senso correre nel primo bosco che ti capita. Ovviamente non sempre è possibile disporre del bosco giusto! In questo caso dovrai fare di necessità virtù, e dovrai riuscire a individuare quegli elementi che in un modo o in un altro possono portare ad una composizione interessante.
Ecco alcuni (pochi) esempi di elementi che puoi sfruttare:

  • la quercia ha rami e tronco contorti; la corteccia è ruvida e screpolata
  • la betulla ha il tronco bianco chiazzato di nero, elegante
  • il faggio ha il tronco dai riflessi verdastri
  • il pino può differire molto da specie a specie; i pini più fotogenici sono il Pino di Monterey e il Pino laricio; quest’ultimo ha tronchi dritti, verticali
  • le chiome conferiscono colore, eleganza, portamento; negli alberi a foglie caduche, le chiome cambiano con le stagioni e trasformano il bosco, anche radicalmente


quercia
Quercia - Bosco Ragabo - Etna


betulle
Betulle - Crateri Sartorius - Etna


faggio
Faggio - Faggeta Timparossa - Etna


pini larici
Tronchi di Pino laricio - Bosco Ragabo - Etna


pioppi
Pioppi allineati - Bosco Contessa - Monti Iblei


Nel bosco occorre saper osservare. A prima vista ti potrebbe sembrare tutto uguale e tutto confuso. Ma devi avere pazienza e devi impegnarti per individuare elementi e composizioni interessanti.
Ti consiglio di privilegiare scorci e composizioni “semplici”, alberi isolati o gruppi ben distinti di alberi.
Se possibile, ti consiglio caldamente di fotografare all’alba e, soprattutto, con la nebbia.
Evita di fotografare boschi bui con parti (tronchi o chiome) illuminate dalla luce del sole: esponendo sugli alberi (più scuri) bruceresti le parti illuminate!


bosco
Bosco Ragabo - Etna



Se non lo hai ancora fatto, ti invito a leggere i miei tutorial sull'esposizione:



La nebbia

Per chi intende fotografare i boschi, la nebbia è una vera e propria benedizione. Rende tutto più mistico e misterioso, crea “atmosfera”.

Ma la nebbia svolge anche un altro ruolo, importantissimo nella fotografia dei boschi e delle foreste: ripulisce gli sfondi!
Nella fotografia dei boschi, come ho già anticipato, il problema più grande è rappresentato proprio dagli sfondi confusionari: rami, ramoscelli, fronde e tronchi che si intrecciano, contrasti di luci e ombre e di colori… un groviglio di elementi che crea un senso di confusione nel quale, spesso, il soggetto si perde.
La nebbia ammorbidisce e, quando è fitta, cancella ogni sfondo, isola i soggetti in primo piano staccandoli da ciò che hanno alle spalle, ripulisce la scena, ammorbidisce i contrasti e, ovviamente, dona alla fotografia un senso di mistero e di “magia”.


bosco
Bosco Ragabo - Etna


bosco granvilla
Eucalipti del Bosco Granvilla - Monti Iblei


raggi nella nebbia
Raggi nella nebbia - Bosco Ragabo - Etna


Il connubio tra i colori del foliage autunnale e la nebbia può dar luogo a immagini sublimi, delicate e al tempo stesso vibranti dei colori autunnali. Immagini pulite, nitide e al contempo ovattate, soffuse, leggere o leggiadre, capaci di stimolare sensazioni ed emozioni… il massimo a cui puoi aspirare come fotografo di boschi e foreste.

Pioggia e neve

La più bella stagione per fotografare i boschi è l’autunno. Nei nostri boschi l’arrivo dell’autunno corrisponde anche all’arrivo delle prime nebbie mattutine e delle prime piogge ricorrenti.
In autunno il bosco si trasforma, si carica sempre più di umidità, i colori si ravvivano e ne spuntano di nuovi grazie alla comparsa dei fiori e dei funghi.

La pioggia può complicare le cose. Finché si tratta di una sottile pioggerellina puoi lavorare tranquillamente. Piazzato il treppiede, puoi aprire un ombrello e riparare te e l’attrezzatura mentre fai fotografia.
In caso di pioggia battente ti consiglio di desistere. In caso di temporale, poi, meglio rinunciare all’uscita fotografica!

La macchina fotografica e l’obiettivo possono essere protetti dalla pioggia con dei sacchetti di cellophane trasparente. Per gli obiettivi sono comodi i sacchetti per congelare i cibi, delle misure più opportune. Io ho optato per una vera e propria sacca di protezione con aperture per le mani e finestra trasparente posteriore per vedere il display LCD e i comandi della reflex. L’apertura anteriore è adatta a obiettivi di tutte le misure fino ai 300 mm f/4 (e anche di poco più grandi e lunghi). L’apertura inferiore consente il montaggio su treppiede. In fondo in fondo è un accessorio molto comodo.

La pioggia può “impressionare” il sensore lasciando le scie chiare su sfondi scuri, creando effetti davvero interessanti.

La neve si associa a un senso di candore, di leggerezza, di purezza. Può far pensare ai rigori dell’inverno, ma anche ai suoi silenzi: la natura si addormenta in attesa del risveglio primaverile.
Puoi sfruttare le immagini che ritraggono i rami e le fronde ricoperti di neve. Puoi ottenere begli effetti grazie alle scie chiare lasciate dai fiocchi che cadono. In questo caso prova a giocare con i tempi di posa fino a trovare quello che produce l’effetto migliore (dipende dalla velocità di caduta dei fiocchi di neve).


Che cosa ti serve

Ecco una lista di ciò che ti serve per fotografare i boschi:

Quello che è indispensabile:

  • un bosco con determinate caratteristiche
  • una macchina fotografica
  • focali che vanno dal grandangolo (24 mm) al medio tele (180-200 mm)
  • un treppiede

Ciò che è caldamente raccomandato:

  • l’autunno
  • la nebbia
  • una nevicata
  • l’abbigliamento adatto
  • la protezione anti-pioggia per l’attrezzatura (fotocamera + obiettivo)

Ciò che non è indispensabili ma utile:

  • un filtro polarizzatore
  • un filtro ND
  • un filtro GND
  • un filtro di protezione

Quello che “se c’è bene, se non c’è fa nulla”:

  • un grandangolo spinto o un fisheye
  • un tele lungo
  • un comando a distanza



Se vuoi sapere quale attrezzatura uso per fotografare paesaggi:




La macchina fotografica e le impostazioni

Inutile ricordarti che lo smartphone è da evitare: lascia poco spazio alla creatività!
Una buona compatta (o una bridge), con uno zoom dalla discreta escursione focale e con lenti di qualità può andar bene per iniziare.
Ottime soluzioni sono le reflex e le mirrorless, sia nel formato APS-C sia in quello full frame.

Ovviamente imposterai il file in formato raw: non vuoi mica lasciare che sia il processore della macchina a elaborare l’immagine! Altrettanto ovvia sarà la scelta della massima qualità (nessuna compressione del file).

La sensibilità ISO va tenuta ai valori più bassi (100 o 200). Solo in condizioni di scarsa luminosità aumenterai a 400.

Il bilanciamento del bianco va tenuto su AUTO. Sistemerai qualcosa in fase di sviluppo.

E’ da preferire la modalità di scatto MANUALE.

Come lettura esposimetrica possono andar bene sia quella VALUTATIVA (o MATRIX), sia quella MEDIA (MEDIA PESATA AL CENTRO o MEDIA PONDERATA).

Con l’esperienza mi sono reso conto che è meglio comporre con il live view e, sempre con il live view, valutare l’esposizione complessiva.
Ti consiglio di attivare l’istogramma per capire se ci sono luci bruciate oppure ombre chiuse. Osserva anche l’istogramma RGB per capire se stai perdendo dettagli in uno o più dei tre colori (rosso, verde e blu).

Sempre attraverso il live view valuta le parti correttamente a fuoco.

Se non hai la possibilità di scattare con il live view attivo, allora devi verificare il risultato dopo avere scattato la foto: controlla l’esposizione globale, la messa a fuoco e gli istogrammi. Se qualcosa è andato storto, modifica i parametri di scatto e ritenta. I parametri di scatto vanno scelti, ed eventualmente modificati, sempre con cognizione di causa!

Come per ogni altro genere fotografico, la scelta dei parametri di posa scaturisce dalla propria preparazione. Risulta, quindi, fondamentale conoscere la propria macchina fotografica e le regole di esposizione, oltre alle regole di composizione. Una corretta scelta dei parametri di scatto fa la differenza tra una buona fotografia e un pessimo scatto!
Quando si fotografano i boschi, anche quando c’è poca luce, il flash non va mai usato. Solitamente ti troverai a lavorare con tempi di posa non proprio brevi, quindi il treppiede è d'obbligo!


Gli obiettivi

Vanno bene sia gli obiettivi a focale fissa, sia gli zoom.
Una escursione di focali che va da 24 mm a 180 - 200 mm, tra ottiche fisse e zoom, riesce a coprire quasi tutte le situazioni di ripresa.

Le focali grandangolari e normali

Usando una full frame, la focale di 24 mm è ottima per composizioni larghe, ariose, sentieri serpeggianti fra gli alberi, quinte scenografiche costituite da tronchi allineati, riprese dal basso verso l’alto.
Garantisce un’estesa profondità di campo (ma fai attenzione al diaframma), consente riprese ravvicinate, non distorce ai bordi.

Con una APS-C gli stessi risultati si ottengono con un grandangolo di 15-16 mm.

Lunghezze focali più piccole possono essere utili per fotografie più “scenografiche”, più spettacolari, insomma. Ma ricordati: fotografare con un semi-fisheye non è affatto facile; si rischia di cadere nel banale o di produrre una fotografia in cui manca un soggetto principale. Con questi obiettivi devi fare attenzione anche alle forti distorsioni che si generano ai bordi!

Focali un po’ più lunghe di 24 mm (per esempio fino a 45-50 mm su full frame) abbracciano un campo minore ma garantiscono ancora una composizione ariosa e sufficientemente ampia. Spesso nei boschi con il mio zoom 24-105 mm, partendo dalla focale di 24 mm, aumentandole alla ricerca della migliore composizione (e per escludere elementi periferici indesiderati) mi ritrovo a fotografare alla focale di 50-55 mm (una focale di circa 45-50 mm è detta “normale”). Molte delle mie foto di boschi sono fatte proprio intorno a queste focali.

Tieni conto di questa piccola regola: più è lunga la focale, più semplifichi la composizione. Ciò è dovuto al fatto che restringi il campo ed escludi un gran numero di elementi che farebbero confusione.


strana creatura dei boschi
Un piccolo faggio dalle forme contorte - Bosco Sollazzo Verde - Monti Nebrodi
Obiettivo 14 mm su full frame


Dal tele corto al medio tele

Il ricorso alle focali un po’ più lunghe (70-100 mm sul pieno formato) consente di isolare dettagli: un albero, un gruppetto di alberi, il dettaglio di una chioma, un tronco circondato dalle felci, un sentiero ad una certa distanza.
Con queste focali l’effetto di compressione dei piani è ancora molto limitato. La profondità di campo è ancora accettabile.
Focali più lunghe, tipiche dei teleobiettivi medi, possono essere adoperate per isolare piccoli dettagli vicini o grandi dettagli lontani. La profondità di campo si riduce e inizia a farsi vedere l’effetto di compressione dei piani.

A 180-200 mm è meglio non fare affidamento sullo stabilizzatore. Conviene usare un buon treppiede e l’autoscatto (o il comando a distanza).

Nelle reflex di un certo livello, l’impiego del live view evita il ribaltamento dello specchio al momento dello scatto, riducendo notevolmente il rischio del micromosso. Le mirrorless non corrono questo rischio (non hanno lo specchio).

Alcuni teleobiettivi di media lunghezza focale hanno già il selettore della gamma delle distanze di messa a fuoco: ricordati di regolare il selettore sulla gamma giusta.

Poiché la profondità di campo si riduce, valuta con molta attenzione se la messa a fuoco sul soggetto (o sui soggetti) è corretta (display LCD al massimo ingrandimento) e se tutte le parti che ti interessano sono sufficientemente nitide (la messa a fuoco corretta si ha solo su un piano perpendicolare all’asse ottico, ripeto, solo su un piano).

Nei boschi preferisco scattare in manual focus. Te lo consiglio, poiché la messa a fuoco manuale ti consente di scegliere il piano di messa a fuoco e gestire al meglio la profondità di campo nitido.
Fai sempre una verifica sul display posteriore, al massimo ingrandimento.

Per aumentare la profondità di campo chiudi il diaframma, ma evita di chiuderlo oltre f/16 per evitare fenomeni di diffrazione che ridurrebbero la qualità dell’immagine.


bosco ragabo
Tronchi di Pino laricio - Bosco Ragabo - Etna
Zoom 24-105 mm a 105 mm su full frame


pino laricio
Tronco di Pino laricio - Bosco Ragabo - Etna
Obiettivo 200 mm su full frame

Il treppiede

Molti pensano che il treppiede serva solo a sostenere l’attrezzatura fotografica e a evitare il mosso e   il micromosso.
In realtà il treppiede è anche un valido aiuto nella composizione dell’immagine. Il treppiede ti porta istintivamente a osservare con calma la scena, ti aiuta a riflettere sulla composizione e a studiare con attenzione gli elementi che rientrano nella composizione.


L’abbigliamento adatto

Sembra scontato e banale, tuttavia quello dell’abbigliamento più adatto alle escursioni fotografiche è un tema di primaria importanza.
Indossare l’abbigliamento sbagliato si può tradurre in un’esperienza da dimenticare: troppo freddo oppure troppo caldo, vestiti o calzini zuppi d’acqua, piedi freddi, mani gelate, scarponcini con suola scivolosa (soprattutto sulla neve), ecc.

Ma non è solo una questione di sicurezza. La fotografia di boschi, foreste e alberi richiede concentrazione, bisogna sentirsi a proprio agio, occorre star bene prima di tutto con se stessi.  La fotografia di boschi, foreste e alberi deve essere un’esperienza emozionante… e questo è un concetto molto semplice.


I filtri

I filtri li uso raramente, tuttavia un polarizzatore può eliminare o ridurre i riflessi sulle foglie bagnate o sulle acque di un ruscello o di uno stagno. I verdi diventano più intensi.

Un filtro ND (Neutral Density) può esserti utile per fotografare l’acqua che scorre nel bosco con tempi sufficientemente lunghi (cascate, ruscelli, torrenti).

Un filtro GND (Graduated Neutral Density) ti potrebbe servire per attenuare le differenze di luminosità tra una parte della scena e un’altra.

Il filtro di protezione, come spiega il nome, serve a proteggere la lente frontale degli obiettivi da pioggia e resina. Un conto è pulire o asciugare continuamente la superficie del filtro, cosa ben diversa (e pericolosa) è farlo sulla superficie della lente!

Ricordati  che i filtri devono essere di provata qualità ottica.


Le regole di composizione

Sono sempre le stesse, tuttavia nel bosco possono mancare quegli elementi compositivi che possono impreziosire la fotografia, come le linee di fuga e le linee guida.
Se ci sono sentieri o trazzere, sfruttale con finalità compositive.
Sfrutta anche i pattern formati da allineamenti di tronchi paralleli. Tronchi con forme particolari, grovigli di radici scoperte e rami contorti possono diventare soggetti perfetti.
Anche le rocce ricoperte di verde muschio possono contribuire alla composizione, così come ruscelli, torrenti e stagni, muretti a secco e recinzioni di legno.
Evita di includere il cielo: con il bosco scuro verrebbe letteralmente bianco!

Non dimenticare mai, lo ribadisco, di privilegiare composizioni semplici, con pochi elementi. Per esempio, se un albero contorto ti sembra un buon soggetto, allora prova a isolarlo con una focale adatta. Vedrai che ne risulterà una composizione più semplice e bella.

Quando nel bosco sono presenti alberi con chiome di diversi colori puoi comporre sfruttando proprio queste differenze (è una situazione tipica dell’autunno in boschi in cui crescono sia alberi caducifoglie sia alberi sempreverdi).

Divertiti a sperimentare riprese dal basso verso l’alto, a fotografare le chiome con uno scatto fatto puntando la macchina esattamente verso l’alto, con l’obiettivo perfettamente verticale. Sperimenta punti di ripresa bassi, quasi al livello del suolo.


faggeta timparossa
Faggeta Timparossa - Etna


bosco ragabo
Bosco Ragabo - Etna


Ti invito a leggere anche il mio tutorial sulla composizione:




Se vivi nella mia zona (Sicilia sud-orientale), ti piace la fotografia paesaggistica e naturalistica e vuoi imparare a fotografare, puoi unirti alle mie escursioni oppure puoi partecipare alle passeggiate fotografiche che organizzo. Puoi anche iscriverti alla Newsletter.

versione pdfTutorial: FOTOGRAFARE BOSCHI E FORESTE
Versione pdf del tutorial che trovi in questa pagina

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Stampabile
Dimensioni:  3,49 Mb
Pagine: 31
ISBN: -

€ 1,99

Un facile tutorial che ti introduce alla fotografia di boschi e foreste.
Puoi leggere gratuitamente questo tutorial nelle pagine del sito, oppure puoi acquistare il pdf al costo di un caffè.
Sono disponibili anche i pdf degli altri tutorial. Potrebbe essere un'occasione per collezionarli tutti, stamparli e averli sempre a disposizione.
WORKSHOP INDIVIDUALE

Argomento: fotografia di paesaggi boschivi e alberi
Attrezzatura indispensabile:
  • reflex o mirrorless
  • obiettivo grandangolare, zoom, medio tele
  • treppiede
Location da scegliere:
  • Bosco Contessa
  • Etna/Bosco Ragabo (solo workshop da 8 ore)
Quando: autunno, inverno, primavera

SU QUESTO LAVORO

Categoria:
Tutorial

Note:
Un facile tutorial sulla fotografia di boschi e foreste dal loro interno!


Attrezzatura:


Quando ho scritto l'articolo:
Dicembre 2021


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